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Il giorno del giudizio per Mps ok Bce ad aumento capitale

Il giorno del giudizio per Mps ok Bce ad aumento capitale

Roma - Via libera dalla Bce all'operazione di salvataggio di Mps. In una nota, l'istituto senese comunica che "sono pervenute le autorizzazioni da parte della Banca Centrale Europea (ECB) in merito all'operazione prospettata al mercato in data 25 ottobre. La Banca di Italia ha comunicato di aver positivamente completato la procedura di accertamento sulle modifiche statuarie ai fini dell'operazione. Si precisa che tali autorizzazioni sono unicamente riferibili alla complessiva operazione già annunciata al mercato da parte della Banca". Superato lo scoglio del quorum del 20% per la validità della costituzione dell'assemblea straordinaria del Monte dei Paschi di Siena, è tutto pronto per deliberare sull'aumento di capitale fino a 5 miliardi di euro, passaggio cruciale del complesso progetto messo a punto da Jp Morgan e Mediobanca e affidato all'amministratore delegato Marco Morelli per salvare l'istituto senese. Su richiesta della Consob, Mps ha integrato la relazione del cda ai soci in vista dell'assemblea di domani: in primis ha ribadito che, "ad oggi, non sono allo studio operazioni alternative" qualora non dovesse andare a posto uno solo dei tasselli del piano per la messa in sicurezza della banca approvato dal board lo scorso 24 ottobre, incardinato sulla cessione delle sofferenze, la conversione dei bond subordinati e, appunto, l'aumento di capitale; sullo sfondo l'ingresso nel capitale di uno o più anchor investor.  Con le precisazioni arrivate prima dell'apertura dei mercati, l'istituto ha affermato di attendersi un corrispettivo di 1,043 miliardi di euro dalla conversione volontaria dei bond, a fronte del valore nominale delle obbligazioni oggetto della proposta pari a 4,289 miliardi. Mps ha inoltre confermato che sono in corso "da diverse settimane attività ispettive" da parte della Banca centrale europea, attività che "stanno procedendo regolarmente nello spirito di collaborazione che contraddistingue il rapporto tra Mps e Bce". Nello specifico, l'ispezione dell'Autorità di vigilanza europea, in corso dalla scorsa primavera e che dovrebbe concludersi nel primo semestre 2017, riguarda la "quasi totalità del portafoglio" crediti al 31 dicembre 2015. Si farà poi chiarezza sui costi che saranno sostenuti per l'intero processo di ricapitalizzazione della banca che ammontano a 448 milioni di euro, tra cui 170 milioni per l'aumento di capitale, 69 milioni per la cartolarizzazione, altri 22 milioni per la conversione volontaria dei bond, 2 milioni per il piano industriale e 6 milioni per 'altre voci'. I restanti 179 milioni riguardano la cartolarizzazione di due prestiti subordinati. Tutti costi, ha comunque ribadito il cda nella relazione, che saranno corrisposti per la quasi totalità solo nel caso in cui il salvataggio di Mps vada a buon fine. Chi è pronto a fare la propria parte nell'ambito della conversione dei bond è Generali, con il Ceo, Philippe Donnet, che ha spiegato di voler "guardare i termini della conversione per fare poi insieme al cda la nostra valutazione, con un atteggiamento positivo perché vogliamo partecipare alla soluzione Mps". Generali, ha ricordato il Ceo, ha "un'esposizione complessiva dell'1% circa dei propri attivi sulle banche italiane", mentre, secondo le ipotesi circolate nelle ultime settimane, ammontano a 400 milioni le obbligazioni subordinate dell'istituto senese nel portafoglio della compagnia assicurativa, una quota che se fosse convertita, proietterebbe Generali a diventare il primo azionista di Mps con un quota tra il 7 e il 9% del capitale. Archiviata la parte straordinaria, chiamata a deliberare tra l'altro anche sulla proposta di riduzione del capitale sociale a copertura delle perdite pregresse, l'assemblea, nella sessione ordinaria (che non prevede alcun quorum per la sua costituzione), voterà per la nomina del nuovo presidente al posto del dimissionario Massimo Tononi. Unico candidato, proposto dalla Fondazione Mps, è Alessandro Falciai, tra i principali azionisti della banca con una quota pari a l'1,8% circa. Inoltre, l'assemblea dovrà nominare, sempre per sostituire Tononi, un nuovo membro del cda, individuato, sempre su proposta della Fondazione, in Massimo Egidi, professore di economia all'Università Luiss. La vigilia dell'assemblea è stata vissuta in Borsa con 'ottimismo', con il titolo che, dopo essere stato in forte ribasso per gran parte della giornata toccando un minimo a 0,2091 euro per azione, ha recuperato terreno nell'ultimissima fase degli scambi chiudendo con un rialzo dell'1,55% a quota 0,2227 euro. 

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